mercoledì, 21 ottobre 2009
Benvenuti, signori e signore.
Mi auguro che stiate comodi, perché il viaggio che intraprenderete prenderà non poco tempo. È un viaggio ricco di pericoli, indubbiamente, ma dubito che ve ne pentirete: il valore catartico di questa rappresentazione è inimmaginabile.
Preparatevi ad incontrare il Cigno Nero ed a confrontarvi con l'Angelo con una sola Ala (nera pure quella, peraltro). Attraverserete i Vicoli dell'Inferno per poi riemergere all'interno di un'aula di tribunale. Guiderete in battaglia gli Einherjar insieme alle Valchirie una volta finito l'inverno, e troverete conforto nel caldo abbraccio di una vecchia conoscenza.
Vi offro l'avventura più coinvolgente di cui abbiate mai avuto esperienza. Ed alla fine, tutti insieme, arriveremo sulla vetta, e sarà Equilibrio. Giuro che nessuno di voi se ne pentirà.
Che dite, cominciamo?
PietroLaRosa alle 11:37 in:
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sabato, 05 settembre 2009
Ho diciannove anni, niente sonno, tanta voglia di cominciare l'università, tanta ispirazione, così tanta che non riesco a concretizzarla, tanta soddisfazione, tanto da dare, progetti per la costruzione abusiva di castelli in aria, un Maglio della Giustizia, due occhi per sognare, un cervello per predire, un cuore da donare, degli amici da conservare, un cielo stupendo fuori dalla finestra, una Luna che mi guarda e sorride, Mosi che fa rrrroar dall'avatar, un mezzo flusso di coscienza, ma solo mezzo, una telecamera da usare, un viaggio da organizzare, delle cuffie appese, tante aspettative, promesse da mantenere, predizioni da verificare, un compleanno da festeggiare, qualche sms di risposta da mandare, una ricarica da comprare, un letto da occupare, una fame da controllare, una timidezza da eliminare, ma forse no perché è tenera, una madre che russa, qualche zanzara addosso, dei piedi da grattare, anche i miei ora, poca voglia di continuare, tanta voglia di cancellare, voglia di guidare ancora, voglia di vederla ancora, volontà di saper aspettare, una storia da raccontare, tante storie da raccontare, una in più da vivere, un lieto fine da scrivere, Retribuzione da godere, un alle gambe, una madre che si sveglia, un mouse che si muove, una conclusione monotona ad un post monotono.
Mosi, la scrivo quella cosa. Non preoccuparti.
Sono solo sovraccarico. Te l'ho detto. Un fiume in piena ed un imbuto.
Devo solo imparare a canalizzare.
Il resto lo sai :*
Chiudo.
PietroLaRosa alle 04:36 in:
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venerdì, 21 agosto 2009
Una sinfonia perfetta: maestosa ed imponente;
e m'ha buttato giù fra le onde delle sue note;
«ed il naufragar m'è dolce in questo mar», amen.
Sotto ispirazione scrivo DAVVERO delle cose carine, peccato che ormai succeda raramente.
Chi l'avrebbe mai detto, in pieno novilunio!
Ma forse,
ripensandoci,
Lilith!
PietroLaRosa alle 09:22 in:
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lunedì, 20 luglio 2009
Vieni,
tu che sei mia,
tu che sei mia,
la mia notte.
Quieta
questa quiete.
Calma
questa calma.
Annega
questa morte.
Allarga
questa stanza.
Abbatti
questo muro.
Alza
questo cielo.
Dona pace
a queste ombre.
Falcia
questa pioggia.
Rendi musica
queste lacrime.
Fai fiorire
queste mani.
Seppellisci
queste parole.
Guarisci
questi occhi.
Diventa
la mia notte.
Sii
la mia notte.
Avete mai sentito di essere indissolubilmente legati a qualcuno? A livello di Destino, intendo. Come se due le vostre due vite si fossero irrimediabilmente intrecciate. Non parlo di colpo di fulmine, quella è una cosa più chimica. Io parlo di Anima. Magari avete guardato negli occhi qualcuno e... puf, all'improvviso ha tutto molto più senso. Allora, vi è mai successo? A me sì.
Volevo scrivere di più, ma chi deve sapere sa già.
I want you.
I always knew.
I have been blind.
I will have faith in Night.
Ed all'improvviso tutto ha molto più senso.
PietroLaRosa alle 21:54 in:
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mercoledì, 27 maggio 2009
Ti ho cercata, sordo, nel frastuono di mille battaglie;
fra il clangore delle spade ed i tamburi tonanti.
Ora ti vedo, limpida e chiara;
abiti boschi profumati ed oasi di pace, ed io rido della mia follia.
Più si cerca di raggiungerti e meno ci si avvicina.
Quando s'invoca il tuo nome fuggi schiva.
Dove non sei sperata sei.
Aspetto.
PietroLaRosa alle 23:26 in:
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venerdì, 15 maggio 2009
Petali di ciliegio. Una pioggia colorata, lieve, che si fa oceano sull'erba verde.
E poi tu
lì
ti vedo
Valchiria.
Distogli
i tuoi
occhi
da me.
Forse è proprio vero che ho scommesso più di quanto disponessi.
Non sono pronto per pagare il prezzo che mi chiedi.
Che Selene mi aiuti.
PietroLaRosa alle 14:04 in:
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venerdì, 10 aprile 2009
«Don't let them get you, stay away from the Sun:
It's too bright for you.
Your eyes are getting blurry,
Still I'm crying your name.»
Che essere inutile che sono. Non so aiutare le persone a cui tengo. Ad altre rovino la giornata con inutili pianti. Dovrei essere quello forte io, e invece sono ridotto così. Ad aver paura. A non avvertire più il pericolo quando le macchine mi corrono incontro. A non sentire più la gioia. Vuoto. Ancora una volta. Cazzo perché deve andare sempre a finire così. Fai del bene e vieni mandato a fanculo, mentre se usi la gente egoisticamente per i tuoi scopi, infischiandotene dei sentimenti altrui, diventi sempre più importante.
Devo imparare ad essere così. Forse verrò apprezzato, boh. Devo fare il parassita. Con tutti. Fare del male per condividere con gli altri il mio dolore, perché è troppo grande per essere sopportato da solo. Non arrivo ai diciannove anni così. Non ci arrivo. Muoio prima, o m'ammazzo direttamente. Alè, e piango di nuovo. Stavamo tornando alla normalità ma NO, NON SI PUO' ESSERE FELICI, ROVINIAMOCI LA VITA.
Che cazzo non ce la faccio più. Basta con quest'esistenza della minchia, basta. Vediamo quanto tiro avanti. Spero non molto. Prima di morire però sistemo l'immagine, promesso.
«Feelings have deserted me
to a point of no return.»
PietroLaRosa alle 20:14 in:
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martedì, 07 aprile 2009
Odio. Covato; celato; dissimulato; espresso; sfogato; represso; evidente; inesorabile; eterno. Un odio inspiegabile e chiarissimo, dalle motivazioni palesemente nascoste nella mia Anima, lì, in mezzo, fra bugie e segreti, c'è odio. Nel profondo, dove i sentimenti si sedimentano e diventano inamovibili, fra gli ideali e l'eterna adorazione, eccolo, nascosto, in agguato, sempre pronto a saltar fuori alla minima provocazione: Odio.
Una bestia che mi lacera le carni e lo spirito e mi sussurra parole di vendetta, imperativi ai quali non posso, non voglio resistere. Divento suo strumento, Falce della Retribuzione, equazione finalmente esatta, bilancia della Giustizia con sui bracci due pesi identici. Entrambi miei. Uno fatto di angoscia, dolore, lacrime; l'altro di furia, vendetta, impeto.
La Redenzione è un conceto astratto, non lo puoi toccare, non la puoi raggiungere, non è alla portata dell'Uomo. L'Umanità l'ho già lasciata da parte da un bel pezzo. La Vendetta invece la senti, la vivi, la assapori, nel suo caldo abbraccio rosso ci si può crogiolare, madre premurosa e giusta, ti dà quel di cui hai bisogno in cambio del controllo e dell'Umanità, se ci si trattiene troppo a lungo nel suo dolce abbraccio. L'Umanità l'ho già lasciata da parte da un bel pezzo, ma non per darla a lei.
Al di sopra della Vendetta, al di sopra della Redenzione, c'è la mia via. Peccato che lava via altro Peccato, terribile strumento di giustizia impazzito, urla soffocate e lacrime come gocce di sangue. Con l'Eternità davanti mi apro la strada verso un nuovo Futuro ed un Mondo migliore. Un nuovo ordine. Toccata e fuga, senza lasciar tracce. Tagliare le nubi, fulmine a ciel sereno, solo rumore, nessun lampo. Rumore. Prolungato, angosciante, che scuote la terra. Rumore. Oh Icaro!, qual nefasto destino ti toccò in sorte, volaer fino a toccare il sole e una volta lì, un momento soltanto all'apice della gloria, della felicità, della divinità, tu, unico fra gli uomini, superbo ed imprudente, ali di cera, giù, giù, rumore, giù, giù, giù, angelo caduto, sogno di rivolta, rumore, un tuono, giù, giù, a terra, più giù, più rumore, ancora, sembrano millenni, poi niente.
Silenzio. Compimento. Burella. Ad un passo dalla Luce, portatore di Luce, signore delle Tenebre, stretto dalle Tenebre, tu, quoque tu, ma io no. Ad un passo dal riveder le stelle, dall'infinita promessa, cadere il più in basso possibile per essere più vicini alla Luce. Alla Vednetta. Rompi il ghiaccio e vola ancora. Andiamo. Eterni vendicatori, la felicità negata ce la prendiamo da soli. A me ne basta uno, gli altri son tutti tuoi. A me ne basta uno, dagli altri non trarrei gioia. A me ne basta uno, da lui non trarrò gioia. Non subito.
Nemesi.
PietroLaRosa alle 19:20 in:
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domenica, 15 marzo 2009
Unless I grip the sword, I cannot protect you.
While gripping the sword, I cannot embrace you.
Visto che non so più scrivere, stavolta lascio raccontarmi dalla musica. Se possibile ascoltatela a volume abbastanza alto da sentire il minimo attrito di ogni archetto di ogni violino. Altrimenti fa niente, va bene anche a volume normale. Enjoy.
Gyakuten Saiban Soundtrack - Gyakuten Saiban 3 (End Theme)
PietroLaRosa alle 00:18 in:
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venerdì, 21 novembre 2008
Nata nell'Inganno di chi l'ha cercata per forza.
Perpetrata nel Silenzio di chi non ne ha parlato.
Morta nella Vergogna di una fine stabilita, rimandata e poi forzata.
E ora? Non avete risolto nulla, la diffusione mediatica dell'evento è stata pari a zero. C'è chi si vanta della "miglior occupazione dell'anno" ignorando che al La Farina si è svolto qualcosa di realmente epico. Erano lì, sempre, a studiare, parlare, occupare. Hanno preso i complimenti della Digos, che non ha neanche provato a stanarli. Hanno parlato con tv e giornali. Hanno fatto sentire la voce di chi si ribella. E poi ne sono usciti, loro davvero, a testa alta con una cena finale e relativa disoccupazione. All'Archimede, invece, silenzio. E tutti felici così.
E ora? Ci ritroveremo contro tutti. Per una settimana di baldoria (perché è stato solo questo, inutile dire che ci son state conferenze interessantissime dato che il fine non era quello) avete ipotecato un intero anno, e ne andate ache fieri. Ora continuate a divertirvi, voi che continuate ad essere convinti di essere stati i migliori. Continuate a divertirvi anche voi che seguite i pastori come un buon gregge.
Continuate a divertirvi tutti, tanto siamo solo messi peggio di prima.
Anzi no, abbiamo i cessi puliti.
The screen across your eyes
When covered by those who decide
The ones behind the lies
In the truth of tomorrow
PietroLaRosa alle 13:29 in:
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