mercoledì, 08 ottobre 2008

De Italiæ Educatione

Benvenuto, Collega. Amico. Compagno.

L'Istruzione è sempre stato un monopolio importante, in ogni tipo di società. Che sia controllata dalla Chiesa, Pubblica o Privata, l'Istruzione nella Storia ha un ruolo fondamentale: formare le nuove generazioni, rendendole in grado di guidare con sempre maggior efficacia le sorti delle Nazioni. Chi controlla la Scuola controlla il Futuro.

Sappiamo tutti da chi è controllata la Scuola in questo momento, ma non sappiamo esattamente cosa si vuole fare del nostro Futuro. Il ruolo che ho, nel mio piccolo, è proprio quello di darvi un'idea di cosa si stia cercando di realizzare proprio sotto il nostro naso.

Partendo dalle cose che ci riguardano da meno vicino cercherò, con un pizzico d'arte maieutica, di farvi capire autonomamente la spaventosa grandezza dell'attentato al Futuro che si tenta di realizzare sotto i nostri nasi.


Maestro Unico: non è proprio una novità, questa. La reintroduzione del maestro unico alle elementari è uno degli elementi dal più alto potenziale catastrofico dell'intera riforma. Oltre al terrificante numero di esuberi previsti per il corpo docente, questa minestra riscaldata avrà l'effetto di ridurre il livello effettivo d'istruzione dei bambini. L'idea di un tuttologo che infonde la sapienza direttamente nelle menti dei bambini è pura utopia. La preparazione generale di una sola persona non potrà mai essere pari a quella specifica di più persone, ognuna con la propria area d'azione. Il fatto che al maestro unico verrebbe affiancato un'altra persona, addetta all'insegnamento della lingua inglese, la dice tutta sulla reale utilità di tutto ciò. Guardando la questione dal punto di vista socio-psicopedagogico ci si rende facilmente conto dei problemi che una singola persona può avere nel gestire trenta e più bambini. l'istruzione, così, diventa inoltre uniforme, incapace di cogliere e sviluppare i reali talenti che gli individui presentano fin dalla tenera età. La reintroduzione del maestro unico, infine, tenderà ad imporre alla mente del bambino uno schema autoritario, dove esistono un Capo, al quale si è obbligati ad obbedire, ed i suoi sottoposti, opportunamente dotati di divisa grazie alla reintroduzione del grembiule, che avrà anche il pregio di rendere tutti eguali, ma ha anche il terribile difetto di renderli uguali ed uniformi.


Allargamento delle classi: che, unita ad un aumento del numero minimo di alunni richiesto per mantenere aperta e funzionante una scuola ed al numero minimo di alunni promossi per ogni classe, avrà l'effetto di concentrare nelle città i centri d'istruzione e di aumentare il numero di alunni complessivo che ogni maestro avrà per classe. Quindi ancora licenziamenti, chiusure delle scuole e quant'altro, insieme ad un'ulteriore diminuzione del livello d'istruzione individuale. Tutto questo in città, dato che le scuole site in luoghi molto periferici o extraurbani verranno con tutta probabilità chiuse, isolando culturalmente le campagne.


Voto in condotta: altro strumento di devastazione di massa camuffato da controffensiva contro i bulli. Ve ne parlo con cognizione di causa. Conosco quel mondo e ne sono stato vittima. Il voto in condotta, e quindi la successiva bocciatura, è la preoccupazione minore del bullo, che nel peggiore dei casi vede spalancarsi davanti a sé le porte del lavoro in nero. Muore così lo scomo reale della Scuola, quello di educare e formare le nuove generazioni. La vera funzione del voto in condotta, invece, è di tipo repressivo nei confronti degli studenti che oseranno mettere in discussione l'autorità assoluta del corpo docente, neutralizzando ogni sforzo in direzione di una Scuola degli studenti che negli ultimi anni, con fatica, è stato fatto. Questo non farà altro che accentuare il già presente senso di oppressione e venificare ogni speranza rimasta nel cuore degli studenti, già oggi rassegnati ad un mondo che non cambia. Il voto in condotta, inoltre, rende carta straccia il già poco rispettato Statuto degli Studenti.


Si profila quindi un modello di scuola autoritario, dove verrà educata la bassa manovalanza della futura classe dirigente. Già, perché tutto questo vale per chi non ha la possibilità di iscriversi ad una scuola privata. Tornerà quindi un sistema di lotta di classe estremamente aspro in cui chi è ricco rimane tale (grazie anche alla politica fiscale dell'attuale governo, ma questa è un'altra storia) e chi è povero si vedrà incatenato alla sua condizione di miseria. Si dicono liberali, eppure proprio qui muore l'ideale fondamentale del liberalismo: la capacità dell'individuo di sfruttare ed accrescere i propri talenti innati al fine di "liberrsi dalle catene della società e realizzare appieno il proprio essere". Concetto a mio parere aberrante ed egoista, ma comunque con una sua logica.

Pertanto, nel caso dovesse passare questa riforma, ci ritroveremmo nel giro d'una decina d'anni in condizioni disastrose. Economicamente, socialmente e politicamente. In un'Italia governata dittatorialmente da un'oligarchia industriale alla quale sarà impossibile ribellarsi, sempre ammesso che il concetto di "ribellione" permanga nelle menti delle nuove generazioni, educate fin dalla nascita a sottostare ad un capo senza possibilità di riscatto.

È questa l'Italia che vogliamo? Non perdiamoci d'animo, la lotta è appena iniziata. Abbiamo dimostrato in passato che se ci crediamo davvero possiamo ottenere risultati. Oggi, inoltre, abbiamo anche l'appoggio di corpo docente e personale ATA, danneggiati quanto noi da questa riforma folle e squilibrata.

Si comincia il 10 Ottobre in tutta Italia. Scendiamo in piazza e portiamo con noi tutta la rabbia e la voglia di cambiare. Facciamo tremare le fondamenta di questo stivale, fin troppo martoriato da una classe dirigente rivelatasi ormai obsoleta e pericolosa.

La Scuola è nostra.
Il Futuro è nostro.
Prendiamoceli.



Soundtrack: Empire, by Machinæ Supremacy, from Redeemer.


PietroLaRosa alle 19:46 in:
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martedì, 16 settembre 2008

Chapter I - Evolution

Giocatori, i preparativi sono ultimati. Vecchi nemici. Nuovi alleati. Tutto quello che sapete verrà stravolto. Gli Assi sono stati spostati, ogni Equilibrio che speravate di aver raggiunto si rivelerà precario. Tutte le vostre convinzioni verranno spazzate via. La Partita ora si fa davvero interessante. Ogni maschera è caduta; la posta in gioco è notevole; la lotta sarà più epica che mai.

E non solo. Tutti i vostri preparativi per confrontarvi adeguatamente con i vostri avversari si riveleranno obsoleti. Le Regole della Partita sono cambiate, ora, come sono cambiati i Giocatori dal momento del loro ingresso in questo crudele gioco. Ci saranno vittime; ma questo non rende forse il tutto più interessante?

Per sopravvivere stavolta dovrete ricorrere ad ogni vostra facoltà, senza avere la certezza che funzionerà. Non vedrete più il mondo con gli stessi occhi, una volta iniziata la Partita. Non vedrete più con gli stessi occhi voi stessi e chi vi sta davanti.

Trame. Inganni. Sospetti. Tutto vale, ora. Ma saprete davvero raggiungere la Verità alla fine del cammino? Riuscirete a capire cosa c'è dietro tutto questo ed il perché delle sue azioni? Sarete abbastanza abili da vincere?

Tutto questo non è che l'inizio della Partita. Non si limiterà solo a quello che pensate, a quello che inizierà domani mattina. Quella è solo una formalità, un modo per cominciare a percepire l'Evoluzione in voi e negli altri. Per respirare un'aria mai sentita prima. Per avere paura. Il resto verrà da sé. E se non volete perdere preparatevi al peggio. Qui c'è in gioco il vostro stesso diritto ad esistere. Verrete messi alla prova nelle maniere più imprevedibili e nei momenti più difficili. Sarà più stimolante del solito, ripetitivo gioco, non trovate?



Mi aspetto la più divertente Partita di tutti i tempi.
Non deludetemi, Giocatori.
Or else...


Soundtrack by Machinae Supremacy: SIDology I - SID Evolution
PietroLaRosa alle 21:49 in:
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sabato, 13 settembre 2008

Road to the Turnabout

Ho incontrato una persona dopo tanto tempo. È stato strano. Non mi sarei aspettato una simile reazione da lei. E neanche da me. Mi ha riconosciuto dopo anni, m'è venuta incontro e m'ha abbracciato. Ho sorriso e l'ho abbracciata. Tutto quello che avevo seppellito è tornato a galla in un attimo. Ricordavo tutto. Molto più di lei, sicuramente.

Non provo nessun rancore. Credo sia stata la fine di qualcosa. Qualcosa che mi portavo dietro da troppo tempo. Ora ho davvero pareggiato i conti col Passato e sono pronto a guardare avanti. Al futuro. Al mio lavoro. Quello che mi è stato rivelato nei cessi della Tiburtina tornando da Salamanca.

Un lavoro capace di mettere a frutto le mie doti oratoriee la mia conoscenza della retorica, la mia devozione a Libertà e Giustizia e l'impulso sempre presente di donare Felicità e Speranza a chi mi sta intorno. Seguirò le orme di Cicerone. Sarò Avvocato. L'ultima decisione da prendere è quella cruciale: da che parte stare? Procuratore o avvocato difensore? Per questo aspetterò. La carriera è quella, cambia solo un esame.

Solo ora sento tutto il peso dei miei nuovi diciott'anni. Ma adesso che posso guardare con tranquillità al mio passato posso gettare le basi per un futuro decisamente migliore.

Quest'anno la Partita sarà davvero divertente. La più divertente che abia mai giocato. I Giocatori sono tanti, vecchi e nuovi, e sembrano parecchio agguerriti. Sarà l'occasione per riscattarmi. Solo ora il Mondo vedrà il mio vero volto, da tempo nascosto sotto il peso di un Passato fin troppo doloroso ed ingombrante. Ora so. Ora sono Libero. Una scheggia impazzita che non segue nessuna traiettoria ben precisa se non la propria e che tuttavia sfreccia in parallelo ad altre, molte altre inutili scheggie.

Prometto di cercare di fare in modo che la Partita sia divertente per tutti. C'è chi perderà, ed il prezzo sarà altissimo, ma è così che funziona, ed è già da troppo tempo che lascio che il mio posto sia occupato da altri. Reddite ergo, quae sunt Cæsaris, Cæsari.



Che la Partita abbia inizio dunque. Buon gioco a tutti.

PietroLaRosa alle 22:57 in:
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mercoledì, 25 giugno 2008

Tempus fugit.

Ti ricordavo ancora bambina. I pomeriggi in cortile d'estate, i compiti delle vacanze che non ti facevano uscire, le lotte, psicologiche e non, con i più grandi, la bimba zingara e la tua gelosia (motivata), le corse spericolate in bicicletta. Eri brava sulla bicicletta e non te l'ho mai detto. Com'eri brava a far tutto. Un piccolo genio. La prima bambina che mi abbia mai dimostrato una fiducia cieca.

E come ogni bimbo che si rispetti, quella fiducia l'ho tradita.


E ora? Ora non sei più una bambina. Spunti all'improvviso dal nulla, e poi il modo di muoverti, ti parlare, perfino di guardare la gente. Non è più quello di una bambina. Sei una donna ormai. Se non fosse stato per quel "ciao" non t'avrei riconosciuta. Dov'è finita la voce innocente di un tempo? Ora suona più matura ed aggressiva, consapevol di aver avuto loccasione di mangiarmi vivo. Però non l'hai fatto.

M'hai guardato, mi sei venuta incontro, m'hai salutato e te ne sei andata.


E io lì, fermo, a non spiegarmelo. Non ho neanche ricambiato il saluto. Pietrificato, immobile, e per un attimo mi sono tornati in mente i tuoi occhi. Cosa ti è successo? Che t'hanno fatto? Hai un anno meno di me e le tue parole suonavano vecchie di cent'anni d'esperienza inconfutabile. Eppure la bellezza ha mantenuto la freschezza d'un tempo, sebbene ornata da un tocco di malizia.

Chissà se riuscirò a farmi perdonare.



Chissà se infine, dopo anni di tormento, la mia anima avrà pace.
PietroLaRosa alle 12:40 in:
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lunedì, 16 giugno 2008

Il Fuoco è di nuovo Acceso.

È destino che debba andare così. E io che ancora m'illudevo.
NESSUNO.
NESSUNO.
NESSUNO.
Devo ferirmi per capire. Sempre. Che fidarsi ti mette in pericolo. Ci si rimette pezzi d'anima.
Ma sapete che vi dico? Una scocciatura in meno.
In fondo io non ne ho bisogno. Perché cercare di salvare qualcuno tanto stupido e masochista?

Ora potrò stare qui a godermi con calma la vendetta che da sola verrà a gratificare il mio ego. Perché la lungimiranza è una dote che si acquista crescendo. Chi non matura difficilmente è capace di svilupparla.

Mi mancava questa sensazione. È il peggio di me stesso che torna a galla per te. Solo per te. E ogni lacrima mi nutrirà e mi rafforzerà. Riscoprirò il gusto della cattiveria grazie a te. Solo grazie a te.

Sì, in fondo è meglio star lontani. Avrò la certezza che la mia parte buona e generosa non rompa le palle con i soliti buonismi.

Grazie per aver risvegliato la Bestia. Saprò rendertene merito prima o poi.




Il Bene è effimero, l'Odio eterno.
PietroLaRosa alle 21:04 in:
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giovedì, 29 maggio 2008

And Time is tick...tick...ticking away.

A Cercatesori Winruul, astrofisico, cantante, grafico e cronofilo.



L'Orologio degli Dei, la Teoria della Relatività, gli Orologi Molli. C'è un filo sottile che lega tutto questo e le nostre esistenze. Un filo impercettibile. In fondo pian pianino ci siamo abituati. Da piccoli era difficile piegarsi al suo volere, ora ci stringe tiranno in una frenetica e terribile morsa.

Il Tempo regola le nostre Vite, e non possiamo fare più nulla per impedirlo. Una volta non era così. Tutto cominciò quando nella mente dell'Uomo si fece avanti l'idea di poterlo amaestrare, legare a dei vincoli razionali, suddividerlo arbitrariamente in secondi, minuti, ore, giorni, mesi, anni, lustri, secoli, millenni, ere, eoni. Si ribellò a quell'atto sfacciato, e lì ebbe inizio il suo terribile Impero.

Da quel maledetto istante siamo in perenne corsa verso l'infinito sconosciuto, senza possibilità di fermarci. Ormai ci siamo abituati, l'ho detto. Ci sembra naturale, abbiamo persino sviluppato la Memoria per abituarci al suo scorrere. Gesto inutile, la Memoria non è infinita. Le nostre voci, quelle che oggi risuonano di vibranti note e cantano Libertà e Giustizia un giorno si spegneranno nel silenzio senza ritorno della Luna, incatenate per sempre al passato, cancellate dalla forza distruttrice del Tempo.

Forse un giorno ritroveremo l'Armonia. Intanto viviamo la sofferenza del nostro presente senza guardarci indietro. Perché ogni attimo è decisivo. Infiniti mondi, tutti differenziati da un solo, semplice attimo, ed ogni mondo nuovo a sua volta si differenzia per un altro attimo, per sempre. Quel firoe non colto, quella parola in più, tutto è decisivo e noi ne siamo vittime incoscenti. Non sappiamo dove ogni attimo ci porterà. Potrei decidere di cancellare tutto e nulla si saprebbe, ma in un altro mondo non lo farei. Così come se non cancellassi qualche altro me stesso farebe sparire tutto e ricaccerebbe questo sgomento fin dentro i suoi pensieri per poi cacciarlo via brutalmente. O magari non sarei neanche qui. Viviamo il presente consapevoli della nostra miseria e facendo la cosa che sembra migliore. È l'unica via per salvarsi da questo infernale Labirinto.

Era L'Orologio degli Dei, di Allevi. Amen.
PietroLaRosa alle 13:46 in:
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sabato, 17 maggio 2008

Al menos tengo tu Odio, tengo tu Rencor.

Qui sotto c'è il testo del sottofondo. È spagnolo, anche parecchio basilare, traducibilissimo ad istinto. Che dire, è stata una bella partita, ce la siamo giocata fino alla fine per benino. Peccato per il tuo errore finale che mi ha consegnato le redini della partita. Ora sono io a condurre. Potrà sembrarti felice ora, la vita, ma credimi, non lo sarà. Nei momenti di noia, in quelli dove non ti troverai a tuo agio con chi ti sta intorno, quando quello che ho sempre previsto accadrà. Lì ci sarò io. Il mio spirito. La mia rabbia. Davvero, ti avevo sopravvalutata. Pensavo fossi più matura, capace di far reggere un'amicizia stupenda. No, non ti accontentavi. O meglio, non ti sei più accontentata solo quando mi hai visto felice. Beh, mi spiace, ma ti sei rivelata molto peggiore di quanto credessi. E così come voglio bene con tutto me stesso so anche odiare con infinita forza. Hai giocato col fuoco, ora pagane le conseguenze. Ti ho messo a disposizione tutto: potevi confidarti, potevi sfogarti, potevi sempre contare su una parola che ti tirasse sù, su qualcuno che di te si preoccupava davvero. E ora osi lamentarti proprio di questo? Bene, significa che per te il buon amico è quello che ignora o ti dice solo quello che vuoi sentirti dire (o come lo dici tu "quello che non ti asciuga le lacrime, ma evita di fartele versare"), così come il buon ragazzo è quello che tradisce la tua fiducia. Tu vivi in un film. O in una canzone. Pensi che tutto nella vita vada a finire bene. No. Per niente. Ora vedrai come ci si comporta quando qualcuno ti ferisce e tradisce la fiducia che hai riposto in lui. Se fino ad ora ti sono sembrato cattivo preparati a molto peggio. Non hai vinto affatto.


Suelo imaginarme
cuando lo quiero dejar
que hay un mundo escondido
donde van a parar

Cada lágrima que lloré por ti
y todo el veneno que inoculaste en mí
sus ríos son canciones que deje a deber
son desagües de mi ayer

Seguiré caminando por la vida
sin volver la vista atrás
nunca dejé una partida
lucho siempre hasta el final

Es el foro de la envidia
vertederos de opinión
donde se almacenan odios
cárcel de una canción

Venderme es hacerte caso
en vez de a mi corazón
y si es tan fácil, hazlo tú

Seguiré caminando por la vida
sin volver la vista atrás
nunca deje una partida
lucho siempre hasta el final

Viviré peleando con la vida
venderé cara mi piel
sin lamerme las heridas
y si molesto me quedo y que os den!

Al menos tengo tu odio
tengo tu rencor
y si yo me pudro
te envenenará mi olor


Fammi un fischio quando ti sarai accorta che avevo ragione e sarai cresciuta.
PietroLaRosa alle 12:43 in:
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lunedì, 05 maggio 2008

Revolution Begins.

Sono un folle. Lo siamo tutti. Per uno che ha infinite personalità, come me, è un dramma. Cioè, non un dramma, o meglio, sì, un dramma, ma solo per alcune delle personalità. Altre si divertono. Riepiloghiamo.

Il me stesso Socievole è venuto fuori ad inizio anno, approfittando del gelo dei rapporti fra me e gli Inutili,  e, aiutato dal me stesso Politicante, cercò di eliminare il marcio affondandovene le mani. Ne venni contaminato inevitabilmente. Nel frattempo il me stesso Sadico, quello Masochista e quello Competitivo s'allearono a mia insaputa.

Il piano era questo: non fare nulla. Nulla, nada, rien, niet, nicht. nothing. Tutto questo in favore del Sadico e del Masochista, che poi si sarebbero fatti da parte in favore del Competitivo che, nel minor tempo possibile, avrebbe garantito la sopravvivenza con una rimonta spettacolare. Questa è follia, direte voi. E vi dò anche ragione. Solo che, beh, ormai la frittata è fatta, lasciamo al Competitivo la sua fetta di gloria, a punire Sadico e Masochista ci si pensa dopo, anche perché con l'arrivo di Bea si son già ridimensionati parecchio.

Tutto questo per dire: l'obiettivo, peraltro raggiungibilissimo da una mente come la mia (si ringrazia il me stesso Megalomane per la precisazione), è di arrivare a fine anno senza rimandi a Settembre, eccezion fatta per quelli della Basile che, cascasse il mondo, son miei anche prendendo 8. Tutto questo contornato da una situazione in cui mi ritrovo TUTTI i giorni fuori casa, tranne (forse) il Sabato per un corso o un altro, quindi con tempi di studio risicatissimi e stress a livelli biblici. Se poi consideriamo che la notte non dormo...

Preparatevi a vederne delle belle.

(un saluto anche dal me stesso Politicante che era sparito nella disillusione più totale ma ormai è uscito dal coma, come testimonia anche il mio precedente intervento che, tra l'altro, io stesso trovo spaventosamente perfetto)
PietroLaRosa alle 18:52 in:
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martedì, 15 aprile 2008

Politics for Dummies.

Comincia la processione in requiem alle ultime spoglie della Repubblica Italiana. Da Sinistra a Destra, con in coda i movimenti autonomi. Segue un breve commento. Breve è una parola grossa magari, riferita a questo intervento. Il sottofondo è affidato ad un brano dei Modena City Ramblers (quelli dei tempi d'oro, quando ancora c'era Cisco) che credo stia benissimo in una situazione del genere.


Partito Comunista dei Lavoratori & Sinistra Critica – Non ho ancora idea delle differenze fra questi due partiti. Sul serio, sono entrambi l'incarnazione dell'anima dura della Sinistra in Italia, come Rifondazione Comunista quando nacque da una costola del morente Partito Comunista Italiano. Forse per questo ha intercettato parte dei voti dell'Arcobaleno. Le idee ci sono, il simbolo comunista per eccellenza anche, la sostanza un po' meno. Se non altro potranno far pressioni sull'Arcobaleno (o quel che sarà) per riconsiderare uno schieramento più radicale all'interno della Sinistra.


La Sinistra, l'Arcobaleno – I primi dubbi sull'efficacia di quesa forza politica mi vennero quando vennero abbandonate falce e martello (sebbene in favore di un arcobaleno pieno di suggestivi significati) e smise di farsi chiamare Cosa Rossa. Che nome stupendo, Cosa Rossa. A parte questo credo che l'Arcobaleno sia stato il vero capro espiatorio dell'apocalisse mediatica che ha investito l'intera Sinistra dopo la fine del Prodi II, finendo per far scambiare la correttezza istituzionale per mancanza di coerenza. È stata la Waterloo di uno stratega politico straordinario che non aveva mai sbagliato nulla, Fausto Bertinotti. Alcuni voti sono migrati a sinistra verso le nuove forze che si rifanno al Comunismo, molti altri sono andati verso il centro confluendo nel Partito Democratico (forse con l'illusione di una vittoria), svuotando di fatto l'Arcobaleno. Senza Fausto sarà dura ricosruire tutto, ma il fatto di non avere rappresentanza in Parlamento può aiutare a infiammare nuovamente gli animi combattenti.


Radicali Italiani – Errore TERRIBILE quello di confluire nel Partito Democratico. Non ho idea di come Pannella abbia potuto farlo, anche se so che è stata una decisione di sicuro sofferta. La mancanza di una forza moderna e per certi aspetti anticlericale come i Radicali si farà sentire presto, in un Paese palesemente teocratico come il nostro.


Partito Socialista – Il risultato elettorale non rende giustizia all'impresa compiuta da Boselli e gli altri: ricomporre le forze socialiste dopo la diaspora che ha colpito e sciolto il PSI alla fine della Prima Repubblica. Saggia l'idea di non confluire nel Partito Democratico né nell'Arcobaleno, ma è auspicabile una futura alleanza con la Cosa Rossa.


Italia dei Valori – Ha mitigato la sconfitta del Partito Democratico e ne avrebbe garantito la vittoria se non fosse esistita la Lega Nord. Ottimo risultato politico quindi, anche se non mi convince del tutto l'assimilazione nel Partito Democratico. Magari mi sbaglio, anche perché non riesco ad inquadrare per bene Di Pietro.


Partito Democratico – La campagna elettorale del PD è stata la cosa migliore che ha prodotto. Una campagna elettorale nuova, schietta, oserei dire giovane se non suonasse dispregiativo. Veltroni ha talento come oratore, tantissimo talento. Non mi piace la sua ossessione per il sistema politico americano, che ritengo altamente antidemocratico, e gli punto il dito contro per aver ridotto il Parlamento a non avere né una Destra (tranne l'estremismo leghista) né una Sinistra, portandolo ad essere un compatto organo neocentrista e in buona parte conservatore.


Unione di Centro – Amo la coerenza che ha dimostrato Casini, odio il fatto che sia stato appoggiato da Ruini. Insieme alla Fiamma l'unica forza in grado di ridimensionare l'egemonia del centrodestra che ormai ha il Popolo della Libertà. Porta sulle spalle una pesantissima eredità, quella della DC, con tanta dignità quanta ne ha il Partito Socialista con l'eredità del PSI. E entrambe le formazioni politiche son messe maluccio. Un caso?


Popolo della Libertà – Beh, Berlusconi è partito in vantaggio ed ha saputo limitare la rimonta di Veltroni per benino, contrapponendo alla schiettezza del buon Walter un'abilità oratoria e demagogica impressionante. Non è una novità. Tutta un'altra storia per Fini invece, che ha venduto la sua anima di destra in nome dell'ambizione politica senza intuire che il successore di Silvio non sarà lui ma la Brambilla. Prevedo un futuro ritorno di AN, magari all'interno della Fiamma. Della Mussolini non parlo, sarebbe come sparare sulla croce rossa. O nera. Obbrobrio politico, capolavoro strategico.


Partito Liberale Italiano – Ecco cosa sarebbe il Popolo della Libertà (e sarebbe stata Forza Italia) senza Berlusconi: un partito liberale serio. Temo che non avranno un futuro o che si faranno facilmente incantare dalle sirene di Silvio, vittime di un sistema politico orrido e fortemente antidemocratico.


La Destra, Fiamma Tricolore – Chi di noi non ha ammirato l'onestà intellettuale di Storace e della Santanché? È la stessa dignità che aveva contraddistinto Fini nei suoi tempi d'oro. Le idee ci sono tutte, alcune anche condivisibili. Erede naturale del MSI, credo abbia una lunga e luminosa strada davanti.


Forza Nuova – Pericolosa fra i giovani. O meglio, sarebbe stata pericolosa se non fosse esistita la Santanché. Non ho idea di cosa possa combinare in futuro questa forza neofascista, ma francamente spero che gli italiani siano abbastanza intelligenti da non ricadere nel tranello due volte. Anche se ha dimostrato di poterci ricadere anche tre. Aiuto.


Movimento per l'Autonomia – Non si sa se sia carne o pesce, da buon partito siciliano. Ma come si fa ad averli votati?


Lega Nord – AIUTO. Cristo, una forza secessionista, xenofoba, populista ed estremista che non solo è in Parlamento, ma ha anche i numeri per mettere in scacco il Berlusconi Ter. Da buon terrone ho una dannata paura del risultato ottenuto. Senza di loro Berlusconi non avrebbe vinto. Che poi esiste il Parlamento Padano che emana decreti per le città del nord e detta legge lassù, perché si candidano al Parlamento di una nazione che peraltro non riconoscono? Tremo.


Movimento Europeo Diversamente Abili – Peccato che cercare di appianare le differenze creando un partito a parte sia fare l'esatto contrario. Partito-ghetto, brrr.


Partito per il Bene Comune – Non ci ho capito nulla.


No Euro, Lista dei Grilli Parlanti – Il primo candidato è un certo Giuseppe Grillo detto Beppe, il secondo un certo Barlusconi, con la a. Ma non è l'unica cosa che fa sorridere riguardo questo partiticchio. Il suo candidato premier è arrivato a dire in meno di un quarto d'ora di voler che si spari agli immigrati prima che arrivino sui barconi, voler che s'insegnino rumeno ed arabo nelle scuole (buon proposito, peccato che ai rumeni ed agli arabi hai appena sparato) e ch i comuni battano moneta locale per arginare la crisi economica. Contando che in Italia esistono 8.000 comuni... GENIALE.


Aborto? No, grazie – Bell'esperimento, anche se non lo condivido. Non mi sorprende che abbia preso così poco, ma è il pensiero che conta. Speriamo di no.


Lista Consumatori – :°DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD


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Ok, come vedete ho avuto un'evoluzione esemplare, son passato dal razionalismo illuminista al soggettivismo romantico. Soggettivismo che ora eromperà in una furiosa invettiva. Sì, perché è impossibile restare impassibili di fronte alla sconcertante piega che ha preso la Seconda Repubblica: abbiamo un Parlamento centrista in cui al Senato, fatta eccezione per i tre seggi dell'UDC, ci saranno solo due forze politiche a scontrarsi. E una prevale con decisione. Questa non è più democrazia ed io, diamine, non riesco ad essere meno moderato. Vi rendete conto che Berlusconi è al Governo mentre quel gentiluomo di Bertinotti, o anche la Santanché sono fuori. Cuffaro ora è senatore ed ha l'immunità parlamentare per evitarsi i suoi cinque annetti. Ma non temete, non ci ha lasiato in mano dei soliti comunisti: c'è Lombardo. Che poi lui è riuscito ad allearsi con la Lega solo per il cognome. Ah, ho appena scoperto che Bossi è stato segretario amministrativo di una sezione del nord del PCI a suo tempo. Cristo, ce n'è di gente coerente in giro. Temo anche un ritorno degli Anni di Piombo: dato che le forze di Sinistra non sono rappresentate in parlamento infatti sarà molto più facile esprimersi "a mani slegate" e con magari imbracciando un solido Kalashnikov. Fondamentalmente credo che gli italiani non abbiano capito una cosa: vanno fatti dei sacrifici. Chi ti garantisce un benessere facile ora ti condanna al doppio delle sofferenze dopo, obbligando chi lo succederà (perché non si sarà fatto abbastanza, secondo i criteri sfasati dell'italiano medio ch cambia la sua bandiera ogni 5 anni) a dover risanare una voragine economica di dimensioni bibliche. Come? Facendo sacrifici ora per avere il doppio dei benefici dopo. È la stessa cosa che mi ha portato a litigare furiosamente con una persona a me tremendamente cara, anche se lì c'erano anche altri motivi per non cedere al richiamo delle sirene. No, sacrifici non ne vanno fatti. Quindi ora si abolirà l'ICI per le prime case CON VALORE SUPERIORE AI 300.000 EURO. Sì, trecentomila. Chi ha una casa con valore superiore ai trecentomila euro? Ve lo dico o ce la fate da soli? E con i (tanti) soldi in meno faranno il Ponte sullo Stretto, opera devastante che farà scomparire alghe uniche al mondo, rovinerà un panorama unico e stravolgerà le rotte migratorie dei delfini, oltre a far demolire le case di gente che abita dove abita da generazioni. Senz contare ch tempo fa aveva detto di voler far sì che le intercettazioni, di qualunque natura, divenissero reato. Perché è così che si rispetta il voto ottenuto con la facile demagogia e sfruttando l'ignoranza di base del popolo italiano. E la Lega? Diamine, l'unica cosa positiva della Lega è che farà crollare rovinosamente il Berlusconi Ter appena non varrà realizzato anche solo un desiderio del Senatur. Però se il PdL obbedisce c'è da avere paura. Fuori dall'Europa, in contrasto con mezzo mondo, in piena bancarotta. A quel punto altri Paesi verranno a colonizzarci (o a portare la democrazia, dipende da chi arriva, sempre ammesso che McCain vinca), l'Italia verrà squassata da una feroce guerra civile dalle cui ceneri risorgerà l'Augusta Italia. Già l'avevo detto tempo fa eh. Non vorrei portar sfiga, ma sembra che c'ho visto lungo. Non riesco a scrivere altro, il pc mi si spegne ogni due secondi e francamente riscrivere le cose ogni volta è scocciante. In caso se ne parla vis-à-vis. Tié, pure il francesismo.


Prepariamoci al peggio. Intanto io aggiungo alla lista delle cose che vorrei fare la voce "politologo" e sostituisco il mio “ad maiora” con un vibrante...


Mala tempora currunt.

PietroLaRosa alle 20:58 in:
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sabato, 22 marzo 2008

The Wandering Minstrel

Lo notammo subito quando arrivò. Qui a Stratholme ormai siamo in pochi. Ad una certa ora la città si svuotava. Tutti a casa nei loro caldi, ipocriti letti. Tutti singoli. Lui arrivò all'improvviso. Con addosso un cappotto di pelle lungo ed un cappello nero. Gli abiti sporchi e la barba accuratamente incolta. Un personaggio, insomma. Il Menestrello Vagabondo. Lo chiamavamo così perché non faceva altro che passeggiare per le strade vuote. O meglio, faceva anche dell'altro. Urlava. Urlava poesie al vento, anche di quelle senza rime. E il vento era come se gli ubbidisse, ci portava ogni parola alle orecchie, non ci lasciava più dormire con la tranquillità di un tempo.

Così poco alla volta cominciammo a scendere in strada ed a seguirlo. Di giorno fingevamo , di notte vivevamo. Lui non si curava di noi, ed era una noncuranza amorevole. Continuava a urlare contro il vento e il vento, pazientemente, urlava tutto a noi. Ma forse non eravamo pronti. Alcuni di noi frapposero i loro interessi a quelli comuni. Cercarono di sapere di più. Pregarono il vento e lo straniero afinché urlassero a loro con più forza. Non fu così. Davanti al loro continuo rifiuto decisero che sarebbe stato meglio che nessuno sapesse piuttosto che tutti sapessero in egual maniera.

Avvertendo simili sentimenti il Menestrello spari. Quelli che prima si lamentavano della sua presenza adesso
soffrono la sua assenza. Di giorno si finge, di notte si dorme. Come sempre in letti singoli. Però non tutti. C'è chi la notte non dorme e continua a scendere in piazza per ascoltare i sussurri del vento. Non più grida, sussurri. Chi prima voleva acquisire una conoscenza superiore adesso dorme ignaro. Ignaro del danno provocato a sé stesso ed alla città. Quell'uomo eradicò ogni barriera tra di noi mentre altri ne costruivano silenziosamente. Adesso però loro sono rimasti dall'altro lato, soli ed irraggiungibili se non da chi come loro ha tradito il sogno di una vita vera.

Lo notammo subito quando se ne andò. Qui a Stratholme ormai siamo in pochi. Ad una certa ora però la città vive. Altri invece dormono nei loro caldi, ipocriti letti tessendo sogni con fili d'illusione.
PietroLaRosa alle 23:59 in:
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