De Italiæ Educatione
L'Istruzione è sempre stato un monopolio importante, in ogni tipo di società. Che sia controllata dalla Chiesa, Pubblica o Privata, l'Istruzione nella Storia ha un ruolo fondamentale: formare le nuove generazioni, rendendole in grado di guidare con sempre maggior efficacia le sorti delle Nazioni. Chi controlla la Scuola controlla il Futuro.
Sappiamo tutti da chi è controllata la Scuola in questo momento, ma non sappiamo esattamente cosa si vuole fare del nostro Futuro. Il ruolo che ho, nel mio piccolo, è proprio quello di darvi un'idea di cosa si stia cercando di realizzare proprio sotto il nostro naso.
Partendo dalle cose che ci riguardano da meno vicino cercherò, con un pizzico d'arte maieutica, di farvi capire autonomamente la spaventosa grandezza dell'attentato al Futuro che si tenta di realizzare sotto i nostri nasi.
Maestro Unico: non è proprio una novità, questa. La reintroduzione del maestro unico alle elementari è uno degli elementi dal più alto potenziale catastrofico dell'intera riforma. Oltre al terrificante numero di esuberi previsti per il corpo docente, questa minestra riscaldata avrà l'effetto di ridurre il livello effettivo d'istruzione dei bambini. L'idea di un tuttologo che infonde la sapienza direttamente nelle menti dei bambini è pura utopia. La preparazione generale di una sola persona non potrà mai essere pari a quella specifica di più persone, ognuna con la propria area d'azione. Il fatto che al maestro unico verrebbe affiancato un'altra persona, addetta all'insegnamento della lingua inglese, la dice tutta sulla reale utilità di tutto ciò. Guardando la questione dal punto di vista socio-psicopedagogico ci si rende facilmente conto dei problemi che una singola persona può avere nel gestire trenta e più bambini. l'istruzione, così, diventa inoltre uniforme, incapace di cogliere e sviluppare i reali talenti che gli individui presentano fin dalla tenera età. La reintroduzione del maestro unico, infine, tenderà ad imporre alla mente del bambino uno schema autoritario, dove esistono un Capo, al quale si è obbligati ad obbedire, ed i suoi sottoposti, opportunamente dotati di divisa grazie alla reintroduzione del grembiule, che avrà anche il pregio di rendere tutti eguali, ma ha anche il terribile difetto di renderli uguali ed uniformi.
Allargamento delle classi: che, unita ad un aumento del numero minimo di alunni richiesto per mantenere aperta e funzionante una scuola ed al numero minimo di alunni promossi per ogni classe, avrà l'effetto di concentrare nelle città i centri d'istruzione e di aumentare il numero di alunni complessivo che ogni maestro avrà per classe. Quindi ancora licenziamenti, chiusure delle scuole e quant'altro, insieme ad un'ulteriore diminuzione del livello d'istruzione individuale. Tutto questo in città, dato che le scuole site in luoghi molto periferici o extraurbani verranno con tutta probabilità chiuse, isolando culturalmente le campagne.
Voto in condotta: altro strumento di devastazione di massa camuffato da controffensiva contro i bulli. Ve ne parlo con cognizione di causa. Conosco quel mondo e ne sono stato vittima. Il voto in condotta, e quindi la successiva bocciatura, è la preoccupazione minore del bullo, che nel peggiore dei casi vede spalancarsi davanti a sé le porte del lavoro in nero. Muore così lo scomo reale della Scuola, quello di educare e formare le nuove generazioni. La vera funzione del voto in condotta, invece, è di tipo repressivo nei confronti degli studenti che oseranno mettere in discussione l'autorità assoluta del corpo docente, neutralizzando ogni sforzo in direzione di una Scuola degli studenti che negli ultimi anni, con fatica, è stato fatto. Questo non farà altro che accentuare il già presente senso di oppressione e venificare ogni speranza rimasta nel cuore degli studenti, già oggi rassegnati ad un mondo che non cambia. Il voto in condotta, inoltre, rende carta straccia il già poco rispettato Statuto degli Studenti.
Si profila quindi un modello di scuola autoritario, dove verrà educata la bassa manovalanza della futura classe dirigente. Già, perché tutto questo vale per chi non ha la possibilità di iscriversi ad una scuola privata. Tornerà quindi un sistema di lotta di classe estremamente aspro in cui chi è ricco rimane tale (grazie anche alla politica fiscale dell'attuale governo, ma questa è un'altra storia) e chi è povero si vedrà incatenato alla sua condizione di miseria. Si dicono liberali, eppure proprio qui muore l'ideale fondamentale del liberalismo: la capacità dell'individuo di sfruttare ed accrescere i propri talenti innati al fine di "liberrsi dalle catene della società e realizzare appieno il proprio essere". Concetto a mio parere aberrante ed egoista, ma comunque con una sua logica.
Pertanto, nel caso dovesse passare questa riforma, ci ritroveremmo nel giro d'una decina d'anni in condizioni disastrose. Economicamente, socialmente e politicamente. In un'Italia governata dittatorialmente da un'oligarchia industriale alla quale sarà impossibile ribellarsi, sempre ammesso che il concetto di "ribellione" permanga nelle menti delle nuove generazioni, educate fin dalla nascita a sottostare ad un capo senza possibilità di riscatto.
È questa l'Italia che vogliamo? Non perdiamoci d'animo, la lotta è appena iniziata. Abbiamo dimostrato in passato che se ci crediamo davvero possiamo ottenere risultati. Oggi, inoltre, abbiamo anche l'appoggio di corpo docente e personale ATA, danneggiati quanto noi da questa riforma folle e squilibrata.
Si comincia il 10 Ottobre in tutta Italia. Scendiamo in piazza e portiamo con noi tutta la rabbia e la voglia di cambiare. Facciamo tremare le fondamenta di questo stivale, fin troppo martoriato da una classe dirigente rivelatasi ormai obsoleta e pericolosa.
La Scuola è nostra.
Il Futuro è nostro.
Prendiamoceli.






