giovedì, 24 gennaio 2008

Italianibravagente.

Anche se, fondamentalmente, non esiste l'Italiano. L'Italia in sé non esiste. È una favoletta scritta sui libri di storia. Mi piange il cuore a dirlo, ma finalmente capisco quanto fosse irrealizzabile l'impresa di Garibaldi. La penisola al di sotto delle Alpi, con annesse isole, è la terra di nessuno. Tanti piccoli staterelli, ognuno egocentrico ed egoista. C'è la Padania, che a sua volta è separata dal Nord-Est, lo Stato della Chiesa, il Regno di Napoli, quello di Sicilia e quello di Sardegna. Ognuno frammentato al suo interno in infiniti altri micromondi.

Ma in fondo non è colpa delle ultrime due/tre generazioni. L'Italico si porta nel sangue la stessa tracotanza, lo stesso narcisismo, la stessa follia fin dai tempi dell'Impero Romano. Noi non siamo un popolo, tantomeno una nazione. L'Italia (intesa come luogo geografico) è terra di menefreghismo, condoni, leggi ad personam approvate e mai abrogate, banchieri ed affaristi, criminali ed ignoranti. Di gente che combatte per uno sport e s'arrende all'inerzia quando si tratta di cose serie. Il problema non è nei politici. È in chi li vota.

Avevo dentro tantissima rabbia, tantissime parole. Poi sono andato in bagno, ed è come se me ne fossi liberato. dannata italicità, me la sento scorrere dentro, e non voglio. Ora osservo la foto di Bea, quella col trucco scuro, quella dove dice di sembrare una drogata, quella che mi fa ribollire il sangue nelle vene e che la fa sembrare più grande. Di me, dei suoi genitori, del mondo intero. Con quello sguardo di chi si è, forse involontariamente, rassegnato. Di chi sa che nulla cambierà e lascia che l'Italico in sé pianga un po' per quel dannato amor patrio che fa spesso più danno che bene.



Io ormai sono vecchio. Vecchio e disilluso. Mi piaceva pensare che fare la mia parte avrebbe contribuito ma no. Ero un folle, come Garibaldi. E forse era meglio in quel modo. Già, perché ignorance is bliss. Quegli occhi portano dentro la cura di tutto questo. Quelle labbra racchiudono parole di salvezza. Ma non è tempo. Bisogna toccare davvero il fondo, prima, giusto per capire che è inutile cullarsi su questo, perché più in basso del fondo si può andare. E tutto sarà in rovina. Davvero una terra di nessuno. Arida. Senza vita. Italia. E magari si potrà ricominciare da capo. Tutto da capo. E chissà, ripetere gli stessi errori non una ma dieci, cento, mille volte.

Poi. Già, poi? Poi non so. Mi sono distratto un attimo e tutto è svanito. Poi guardo di nuovo la foto. Sì, poi. Poi la storia continua inesorabilmente. Starò tornando misantropo, ma non posso fare altrimenti. La razza umana è imperfettamente perfetta (e non perfettamente imperfetta). E quell'imperfezione col tempo si farà sempre più evidente. E sarà la causa della Fine. L'Uomo terminerà (con quale diritto, poi) ciò che non ha mai iniziato. Si prenderà la libertà di distruggere l'indistruttibile, indistruttibile per devozione e non per solidità. Poi sarà il nulla.

E tutto questo per colpa di una scimmia testarda che un giorno decise di camminare a due zampe, di picchiare, di cacciare, di depredare e di uccidere. Non è cambiato molto da allora. No, cancellate tutto quello che ho detto fino a questo momento. Tutto tranne gli occhi e le labbra. Teneteli bene in mente. Non dimenticateli. Vi servirà.

La penisola italica è condannata. Il mondo lo è. E non c'è rimedio. No, con questo non dico che si debba smettere di lottare. Bisogna dare l'occasione ai nostri figli, nipoti e compagnia bella di sputare sulle nostre tombe, di maledirci perché non abbiamo subito messo fine a tutto invece di consegnar loro un mondo di cui disfarsi. E sarà lo stesso motivo che li spingerà a fare altrettanto con i loro successori, e questi a loro volta con altre generazioni. In una spirale inarrestabile e deleteria. Piangeranno ed urleranno. Con gli occhi e con la bocca.

Io emigro.
PietroLaRosa alle 22:06 in:
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giovedì, 24 gennaio 2008

Febbre.

Pussa via, che rischi di non farmi vedere Bea.
PietroLaRosa alle 11:18 in:
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martedì, 22 gennaio 2008

Falsehood

Ricordi di Libertà. Sogni. Quando ancora avevamo un unico ideale. Quando tutti si lottava per sopravvivere. E poi il primo di noi cade, tutti veniamo pian piano corrotti dal Male Assoluto. Un male che striscia e non si fa vedere, difficile da riconoscere se non dall'esterno. Ora ho paura di quello che siamo diventati. Ho paura che anch'io sia stato corrotto. Corrupted, in inglese. Rende meglio l'idea.

Eppure da questa nuova prospettiva si sta meglio. Non so se sono Puro o irrimediabilmente Corrotto. Però se lo sono è in un modo totalmente diverso. Non so neanche se meglio o peggio. In compenso son felice. Anche questo può essere qualcosa di negativo, certo.

Non vi riconosco più. Non ci riconosco più. Forse l'Adolescenza è finita.
PietroLaRosa alle 20:27 in:
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mercoledì, 16 gennaio 2008

Resurrection.

aaaaaa non so che scrivere. Vabbè, l'avete visto tutti come sono cambiato, non c'è bisogno che ve lo descriva. E sapete anche perché sono così. Bon, allora alla prossima.

apapap.
PietroLaRosa alle 17:01 in:
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lunedì, 14 gennaio 2008

apapap

Sì, apapap. Non so cosa significhi, ma apapap. Buon apapap a tutti i miei lettori. A Cotronei, a Lorenzi, alle persone a cui voglio bene ed a quelle che odio. Sì perché tanto non odierò più. Non c'è spazio per l'odio. Non più.

Affannarsi a cercare l'Amore è inutile. L'ho capito ora. In quel modo non c'è speranza di trovarlo. L'avevo detto io al mio Moleskine, tempo fa. "Le cose più belle accadono quando meno te l'aspetti e nel modo che ti saresti aspettato di meno". E io non me l'aspettavo.

Chi vi scrive è una persona diversa. Quante volte l'ho detto, diamine. Eppure stavolta è la definitiva. Meglio di così non si può stare. Ho le farfalle che banchettano con le mie interiora. Cristo, che mancanza di romanticismo. Ok, facciamo che mnhh...chessò... ah, ecco, trovato. Sono vivo.

C'è modo migliore di descrivere come io mi senta? Non credo. No, non c'è. Ho controllato. Avete presente quando siete nella vasca, con fuori solo la testa, e prendete un gran bel respiro? Avete presente l'effetto dell'aria inspirata che vi fa galleggiare il petto fino alla superficie? Ecco, ora mi succede anche sulla terraferma. Respiro e volo. Promemoria: tenere sempre in tasca i sassi di Dublino per non volar via.

E quindi apapap. Sono libero e felice. Normale no. Chi la vuole più la normalità, ora che sono immerso in questa meravigliosa follia? L'ho capito ora. Cercavo di apparire normale conservando la mia sostanziale diversità dalla massa. Pazzo. Folle. Idiota. "Devi essere te stesso".

Fino in fondo? Fino in fondo. Quasimodo si disperava e noi lo si compativa. Poverino. Alla fine i buoni finiscono sempre male. O no? In fondo io son buono, ma questa fine mi piace. Il classico happy ending. E oltre ad essere una fine è un inizio. L'inizio di qualcosa di splendido. Sì, perché checché se ne dica è splendido. Ed è quello che voglio.

Ok, mi sfrattano. È già tanto che non mi hanno spiato la pagina. Parenti, brrr. Non sono dolcissimo, ok, si sapeva, ma ho tanto da dare e non mi risparmierò. Alterno momenti di scrittura impressionista a momenti di attenta analisi del blablabla. Rendo meglio da impressionsita, vero?

Dove sei stata fin'ora? Perché  proprio adesso? Quale divinità ti manda a riempire il vuoto che ho dentro? Non m'interessa in realtà. So solo che ora ci sei ed è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Pietro La Rosa, morto e risorto per due volte, di ritorno dall'Inferno, Colui-Che-Tutto-Può-E-Tutto-Sa (anche se nessuno sa come e perché), il Quarterfinalist del Nazionale NB, l'Esiliato, il Reietto, il Rivoluzionario, il Dolce, il Romantico, l'Irascibile, lo Spontaneo, il Riflessivo, il Calcolatore, l'Emotivo, il Semidio ed il Pezzente. Pietro La Rosa e quel profumo sulla giacca vi salutano con un sonoro apapap.

Ad maiora. Anche se maior di così, almeno per me, 'n se pò.


In un giorno di pioggia ho imparato ad amarti.
PietroLaRosa alle 21:18 in:
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mercoledì, 02 gennaio 2008

Almighty.

Una Parola creò il mondo. Ed una Parola lo distruggerà. La potenza delle Parole è sottovalutata. Ogni singola Parola, se intonata o scritta in una certa maniera, più cambiare tutto. Può manipolare le Menti in maniera silenziosa. Può smuovere Passioni. Può influenzare Opinioni. Può far tornare in vita i Morti. Può emozionare i Cuori.

Anni di sociopatia e di silenzi mi hanno portato a questo. Ora le mie Parole sanno essere potenti. Più potenti di ogni sorta di violenza. Più convincenti di ogni tortura. Speriamo di saper fare buon uso di questa capacità. Sono pur sempre un Essere Umano, fallibile quanto tutti gli altri.

Quello che sembrava un inizio d'anno orrendo s'è strasformato nel più bel regalo chepotessi mai ricevere dalla Vita. Quello che mi è sempre mancato. Quello che ho sempre ripudiato perché sporco e corrotto. Ma stavolta è diverso. Stavolta è mio, e farò di tutto per mantenerlo puro.

I've got the Power.
PietroLaRosa alle 15:10 in:
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