giovedì, 29 maggio 2008
And Time is tick...tick...ticking away.
A Cercatesori Winruul, astrofisico, cantante, grafico e cronofilo.
L'Orologio degli Dei, la Teoria della Relatività, gli Orologi Molli. C'è un filo sottile che lega tutto questo e le nostre esistenze. Un filo impercettibile. In fondo pian pianino ci siamo abituati. Da piccoli era difficile piegarsi al suo volere, ora ci stringe tiranno in una frenetica e terribile morsa.
Il Tempo regola le nostre Vite, e non possiamo fare più nulla per impedirlo. Una volta non era così. Tutto cominciò quando nella mente dell'Uomo si fece avanti l'idea di poterlo amaestrare, legare a dei vincoli razionali, suddividerlo arbitrariamente in secondi, minuti, ore, giorni, mesi, anni, lustri, secoli, millenni, ere, eoni. Si ribellò a quell'atto sfacciato, e lì ebbe inizio il suo terribile Impero.
Da quel maledetto istante siamo in perenne corsa verso l'infinito sconosciuto, senza possibilità di fermarci. Ormai ci siamo abituati, l'ho detto. Ci sembra naturale, abbiamo persino sviluppato la Memoria per abituarci al suo scorrere. Gesto inutile, la Memoria non è infinita. Le nostre voci, quelle che oggi risuonano di vibranti note e cantano Libertà e Giustizia un giorno si spegneranno nel silenzio senza ritorno della Luna, incatenate per sempre al passato, cancellate dalla forza distruttrice del Tempo.
Forse un giorno ritroveremo l'Armonia. Intanto viviamo la sofferenza del nostro presente senza guardarci indietro. Perché ogni attimo è decisivo. Infiniti mondi, tutti differenziati da un solo, semplice attimo, ed ogni mondo nuovo a sua volta si differenzia per un altro attimo, per sempre. Quel firoe non colto, quella parola in più, tutto è decisivo e noi ne siamo vittime incoscenti. Non sappiamo dove ogni attimo ci porterà. Potrei decidere di cancellare tutto e nulla si saprebbe, ma in un altro mondo non lo farei. Così come se non cancellassi qualche altro me stesso farebe sparire tutto e ricaccerebbe questo sgomento fin dentro i suoi pensieri per poi cacciarlo via brutalmente. O magari non sarei neanche qui. Viviamo il presente consapevoli della nostra miseria e facendo la cosa che sembra migliore. È l'unica via per salvarsi da questo infernale Labirinto.
Era L'Orologio degli Dei, di Allevi. Amen.
L'Orologio degli Dei, la Teoria della Relatività, gli Orologi Molli. C'è un filo sottile che lega tutto questo e le nostre esistenze. Un filo impercettibile. In fondo pian pianino ci siamo abituati. Da piccoli era difficile piegarsi al suo volere, ora ci stringe tiranno in una frenetica e terribile morsa.
Il Tempo regola le nostre Vite, e non possiamo fare più nulla per impedirlo. Una volta non era così. Tutto cominciò quando nella mente dell'Uomo si fece avanti l'idea di poterlo amaestrare, legare a dei vincoli razionali, suddividerlo arbitrariamente in secondi, minuti, ore, giorni, mesi, anni, lustri, secoli, millenni, ere, eoni. Si ribellò a quell'atto sfacciato, e lì ebbe inizio il suo terribile Impero.
Da quel maledetto istante siamo in perenne corsa verso l'infinito sconosciuto, senza possibilità di fermarci. Ormai ci siamo abituati, l'ho detto. Ci sembra naturale, abbiamo persino sviluppato la Memoria per abituarci al suo scorrere. Gesto inutile, la Memoria non è infinita. Le nostre voci, quelle che oggi risuonano di vibranti note e cantano Libertà e Giustizia un giorno si spegneranno nel silenzio senza ritorno della Luna, incatenate per sempre al passato, cancellate dalla forza distruttrice del Tempo.
Forse un giorno ritroveremo l'Armonia. Intanto viviamo la sofferenza del nostro presente senza guardarci indietro. Perché ogni attimo è decisivo. Infiniti mondi, tutti differenziati da un solo, semplice attimo, ed ogni mondo nuovo a sua volta si differenzia per un altro attimo, per sempre. Quel firoe non colto, quella parola in più, tutto è decisivo e noi ne siamo vittime incoscenti. Non sappiamo dove ogni attimo ci porterà. Potrei decidere di cancellare tutto e nulla si saprebbe, ma in un altro mondo non lo farei. Così come se non cancellassi qualche altro me stesso farebe sparire tutto e ricaccerebbe questo sgomento fin dentro i suoi pensieri per poi cacciarlo via brutalmente. O magari non sarei neanche qui. Viviamo il presente consapevoli della nostra miseria e facendo la cosa che sembra migliore. È l'unica via per salvarsi da questo infernale Labirinto.
Era L'Orologio degli Dei, di Allevi. Amen.

