mercoledì, 25 giugno 2008
Tempus fugit.
Ti ricordavo ancora bambina. I pomeriggi in cortile d'estate, i compiti delle vacanze che non ti facevano uscire, le lotte, psicologiche e non, con i più grandi, la bimba zingara e la tua gelosia (motivata), le corse spericolate in bicicletta. Eri brava sulla bicicletta e non te l'ho mai detto. Com'eri brava a far tutto. Un piccolo genio. La prima bambina che mi abbia mai dimostrato una fiducia cieca.
E come ogni bimbo che si rispetti, quella fiducia l'ho tradita.
E ora? Ora non sei più una bambina. Spunti all'improvviso dal nulla, e poi il modo di muoverti, ti parlare, perfino di guardare la gente. Non è più quello di una bambina. Sei una donna ormai. Se non fosse stato per quel "ciao" non t'avrei riconosciuta. Dov'è finita la voce innocente di un tempo? Ora suona più matura ed aggressiva, consapevol di aver avuto loccasione di mangiarmi vivo. Però non l'hai fatto.
M'hai guardato, mi sei venuta incontro, m'hai salutato e te ne sei andata.
E io lì, fermo, a non spiegarmelo. Non ho neanche ricambiato il saluto. Pietrificato, immobile, e per un attimo mi sono tornati in mente i tuoi occhi. Cosa ti è successo? Che t'hanno fatto? Hai un anno meno di me e le tue parole suonavano vecchie di cent'anni d'esperienza inconfutabile. Eppure la bellezza ha mantenuto la freschezza d'un tempo, sebbene ornata da un tocco di malizia.
Chissà se riuscirò a farmi perdonare.
Chissà se infine, dopo anni di tormento, la mia anima avrà pace.
E come ogni bimbo che si rispetti, quella fiducia l'ho tradita.
E ora? Ora non sei più una bambina. Spunti all'improvviso dal nulla, e poi il modo di muoverti, ti parlare, perfino di guardare la gente. Non è più quello di una bambina. Sei una donna ormai. Se non fosse stato per quel "ciao" non t'avrei riconosciuta. Dov'è finita la voce innocente di un tempo? Ora suona più matura ed aggressiva, consapevol di aver avuto loccasione di mangiarmi vivo. Però non l'hai fatto.
M'hai guardato, mi sei venuta incontro, m'hai salutato e te ne sei andata.
E io lì, fermo, a non spiegarmelo. Non ho neanche ricambiato il saluto. Pietrificato, immobile, e per un attimo mi sono tornati in mente i tuoi occhi. Cosa ti è successo? Che t'hanno fatto? Hai un anno meno di me e le tue parole suonavano vecchie di cent'anni d'esperienza inconfutabile. Eppure la bellezza ha mantenuto la freschezza d'un tempo, sebbene ornata da un tocco di malizia.
Chissà se riuscirò a farmi perdonare.
Chissà se infine, dopo anni di tormento, la mia anima avrà pace.

