venerdì, 21 novembre 2008

Truth of Tomorrow

Nata nell'Inganno di chi l'ha cercata per forza.
Perpetrata nel Silenzio di chi non ne ha parlato.
Morta nella Vergogna di una fine stabilita, rimandata e poi forzata.

E ora? Non avete risolto nulla, la diffusione mediatica dell'evento è stata pari a zero. C'è chi si vanta della "miglior occupazione dell'anno" ignorando che al La Farina si è svolto qualcosa di realmente epico. Erano lì, sempre, a studiare, parlare, occupare. Hanno preso i complimenti della Digos, che non ha neanche provato a stanarli. Hanno parlato con tv e giornali. Hanno fatto sentire la voce di chi si ribella. E poi ne sono usciti, loro davvero, a testa alta con una cena finale e relativa disoccupazione. All'Archimede, invece, silenzio. E tutti felici così.

E ora? Ci ritroveremo contro tutti. Per una settimana di baldoria (perché è stato solo questo, inutile dire che ci son state conferenze interessantissime dato che il fine non era quello) avete ipotecato un intero anno, e ne andate ache fieri. Ora continuate a divertirvi, voi che continuate ad essere convinti di essere stati i migliori. Continuate a divertirvi anche voi che seguite i pastori come un buon gregge.

Continuate a divertirvi tutti, tanto siamo solo messi peggio di prima.
Anzi no, abbiamo i cessi puliti.

The screen across your eyes
When covered by those who decide
The ones behind the lies
In the truth of tomorrow
PietroLaRosa alle 13:29 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
mercoledì, 12 novembre 2008

Scacco Matto.

Un piccolo inciso prima di iniziare. Cio-Cio San: per motivi che spiegherò meglio in quest'intervento d'ora in poi avrò MOLTO tempo da dedicare alla famosa e-mail. Non mi sono dimenticato di lei, non si preoccupi.

- - -

Presto sentirete darmi del pazzo. Succede sempre, quando si dicono Verità scomode. Se verrò attaccato avrete la prova definitiva della veridicità di ciò che leggerete. Se non verrò attaccato, cosa che considero ragionevole dato che dalla mia ho prove e testimoni attendibili, avrete ulteriore conferma del fatto che pazzo non sono. Al massimo lungimirante. E che questo si chiama scacco matto.

Chi mi conosce lo sa. Due dei princìpi che regolano le mie azioni sono Verità e Giustizia. Non sopporto chi ordisce trame nell'ombra, i menzogneri, chi silenziosamente tesse le fila della catastrofe e chi, sfacciatamente o per incoscienza, lo fa alla luce del sole. Chi mi conosce lo sa. Non li sopporto. Bene, ora che la pagliacciata finale ha avuto inizio credo sia ora di tirare qualche palata di merda in faccia a chi, volenti o nolenti, decide di noi e per noi.

Dal principio. Sapevo che sarebbe stato un anno caotico. Era facile prevederlo vedendo cosa stava succedendo nei Palazzi, a Roma. Un anno in cui sarebbe stato necessario avere quanta più partecipazione possibile, quanta mai se ne fosse vista all'Archimede da almeno quattro anni. Dai tempi di Savoja, Cusato e dei De Leo. Il giorno stesso del rinnovo degli organi collegali comincio a raccogliere i contatti dei rappresentanti di classe neoeletti. Il progetto che ho in mente è grande: costruire una rete capillare d'informazione, ostegno ed organizzazione fra tutti i rappresetnanti, per coordinare al meglio i moti che di lì a poco si sarebbero scatenati.

Povero sciocco idealista, mi dovetti confrontare con la realtà pochi giorni dopo. Era prevista una riunione fra esponenti di un po' tutte le scuole della città per organizzare un movimento comune. Già in quei giorni avevo fatto in modo che in vari classi si organizzassero assemblee informative sulla Riforma e/o dibattiti critici con i professori. Se dobbiamo combattere dobbiamo anche sapere cotnro cosa lottiamo, pensavo. Povero sciocco idealista.

A quella riunione parteciparono anche i rappresentanti d'istituto neoeletti da noi. Tutti personaggi di prim'ordine: Parisi, ex rappresentante dall'apparenza simile a chi è stato appena sfornato da Uomini e Donne, colui che durante la campagna elettorale ebbe il coraggio di dire nella mia classe che manifestare e protestare è perfettamente inutile, il ragazzo che l'anno scorso in Consiglio d'Istituto proponeva e incassava rifiuti, militante(?) del PD a tempo perso, almeno fino all'anno scorso; Bosio, altro bel temerario a dire, durante quella riunione, che le classi differenziali sono un'ottima invenzione, specie perché l'auditorio che si trovava davanti era composto all'85% da ragazzi di Rifondazione  compagno di lista di Parisi se non ricordo male, dalla maggior parte ritenuto "bello", quindi eletto; Celona, perfetto sconosciuto, figura insipida ed incolore, fino ad ora mi ha dato l'impressione che non ci fosse neanche; Romeo, conosciuto grazie alla su appartenenza alla V H, persona semiragionevole, o almeno sembra. Semiragionevole. Semi eh. E poi c'è Loria, eletto alla Consulta. Il Compagno Loria, creatore del forum dell'Archimede (ormai deserto, a quanto vedo), che si può dire è stato il suo trampolino di lancio verso la notorietà. Che confronti epici, su quel forum, prima di capire che erano tutti degli irrecuperabili idioti. Loria e Romeo inoltre, l'anno scorso, si sono visti protagonisti di un ridicolo tentativo d'occupazione appoggiato da Carbone e dal quale gli altri tre Rappresentanti hanno ufficialmente preso le distanze.

Torniamo alla riunione. Quel sabato chiesero, scuola per scuola, se il 30 Ottobre gli studenti sarebbero scesi in piazza. Parisi, a nome dell'Archimede intero, disse di no in quanto non si poteva informare 1300 persone in tre giorni. Lo interruppi, replicai che l'Archimede ci sarebbe stato e che gli studenti già si stavano attivando per conoscere. A fine riunione mi volle parlare in privato. Che poi tanto privato non era, visto che di fronte a m, schierati a semicerchio, avevo Parisi, Romeo, Celona, Lui (che non è stato eletto ma, chissà perché, all'Archimede basta che sei amico e conti lo stesso) e qualche altro che non ricordo. Ero troppo impegnato ad asoltare le assurde panzane di Parisi per guardarmi intorno. Fui accusato di andare contro l'operato dei rappresentanti, mi fu detto che non potevo informare gli altri per conto mio, è stata espressa la ferma volontà di non voler scendere in piazza.

Il 29 preparammo lo striscione e raccolsi soldi dai miei compagni e dai professori per comprare il mio megafono. Non volevano accompagnare gli studenti in piazza anche se volevano? Bene, ci avrei pensato io. Non ho calcolato soltanto che la coerenza, da noi, è un dono quantomai raro. 30 Ottobre, megafono nello zaino, parto da casa per ritrovarmi i rappresentanti ed i loro amici (tra cui perfino Aricò, ex rappresentante anche lui, non ricandidato, giusto perché da noi basta essere conosciuti e conti lo stesso) con i megafoni. Cos'era successo? Semplice, preso in considerazione che la maggior parte degli studenti aveva voglia di lottare per il proprio futuro i rappresentanti, per non perdere la loro autorità, oltre che la faccia, si sono visti costretti a guidare il corteo. Magari loro volevano anche manifestare, ok, ma di sicuro non si aspettavano una mobilitazione simile. Per la prima volta in quattro anni l'Archimede c'era, compatto e deciso. Romeo, quella mattina, mi fece addirittura i complimenti, non pensava si riuscisse a far tanto.

La storia non ufficiale parla di una mattinata esaltante di urla, canti, balli e musica, di persone che si sono viste finalmente partecipi di qualcosa di immenso, colorato, gioioso, vivo, e di rappresentanti che avrebbero dovuto capire una lezione importante. Non sono loro a decidere per noi, siamo noi a decidere, e loro sono solo strumenti. La storia ufficiale parla di un Loria che nega la volontà di Parisi e compagnia bella di non voler mobilitare la scuola, di un movimento mobilitato dalla rappresentanza unita, di una vittoria loro, di una sconfitta mia, di un megafono che non andava comprato, di un mio mettersi al centro dell'attenzione, insistendo sul fatto che io remassi contro quando l'unica cosa che avevo fatto era sensibilizzare più persone possibili e far capire loro che stavolta c'era in gioco qualcosa di estremamente importante. La storia ufficiale parla anche di studenti che credettero a lui. Rimane comunque un dato di fatto: alla manifestazione del 7, alla quale non ho partecipato e per la quale non ho fatto opera di diffusione, la partecipazione è stata MOLTO ridotta.

Il sabato della famosa riunione, dopo la gran discussione con Parisi e gli altri, incontrai per strada Loria, che allora ritenevo ancora persona vagamente ragionevole. Dopo una breve discussione sulla furiosa lite di poche ore prima mi fece una rivelazione: il candidato proposto dai Rappresentanti d'Istituto per il Comitato Studentesco. Si trattava (e si tratta, ammesso che il Comitato venga riunito) di Monaco, candidato non eletto alla Consulta. Il solito riciclaggio. Tempo prima avevo anch'io espresso la mia volontà d'essere eletto Presidente del Comitato, ma avevo rinunciato una volta eletti i Rappresentanti. Non avevo la minima voglia di spartire qualcosa con simili individui.

Non mi sfuggì però il fatto che i Rappresentanti, in seno al Comitato, non hanno alcun potere decisionale. Perché candidare dunque qualcuno a loro vicino? E perché tenere nascosto ai più che il Comitato si sarebbe riunito il 10 Novembre, di pomeriggio? Perché, una volta diffusa la notizia, la stessa convocazione è stata revocata? Erano dubbi sui quali cercavo di far chiarezza insieme a qualche altro rappresentante proprio quando, secondo un copione già visto, Loria apparve. Mi accusò di plagiare gli altri rappresentanti, implicando che loro non avessero una loro testa con la quale ragionare, ribadì che ho evidenti manie di protagonismo, che se volevo essere eletto bastava candidarsi (già parecchi altri rappresentanti me l'avevano chiesto, dicendosi pronti a votarmi nonostante il mio rifiuto), ignorando la mia volontà, espressa poco prima, di non volerlo assolutamente fare, mi disse anche che se li avessi voluti aiutare sarebbe bastato chiederglielo, come se me lo concedesse generosamente. Pochi minuti dopo comunque, la riunione del Comitato venne, come ho già detto, revocata.

Ancora non capivo il perché di tutto quest'ostilità nei miei confronti. Come ha detto Loria, gli aiuti sono sempre ben accetti, e io altro che aiutarli non ho fatto. Ammesso che usare il cervello per ragionare non sia vietato, ovviamente. Poi, all'improvviso, un'autoconvocata per decidere come mobilitarci. Già qui sentii puzza di guai. Era prevista una raccolta firme. Autogestione o Occupazione? Lì capii. Capii tutto. Capii che dietro la facciata di serietà mostrata in pubblico la volontà era solo una: occupare. Ed io, antioccupazionista della prima ora, profondamente contrario da una vita, non li stavo affatto aiutando parlando con gli altri rappresentanti. Eh no, c'era il rischio che la mia linea di pensiero facesse proseliti, rovinando un piano che da chissà quanto era già pronto. Un copione da recitare, un'assurda buffonata della quale tutti siamo stati attori fino all'ultimo minuto.

A sorpresa vinse l'Autogestione, ma il mio giubilo durò ben poco. Era evidente che anche questa eventualità era prevista. Prepararono una piattaforma approssimativa, senza neanche avere un programma serio alle spalle, e la portarono nell'Ufficio di Presidenza quello stesso giorno, convinti che sarebbe stata rifiutata, cos che avrebbe immediatamente innescato l'Occupazione. Eppure accadde qualcosa di sorprendente. Gatto accettò.

Allora i Rappresentanti fecero nottata, come ha deto Loria pochi giorni fa, per organizzare un programma per tutte le classi. Beh, se han fatto nottata per trasformare le ore di lingue in Applicazione Lingue, quelle di Ed. Fisica in Sport, quelle di Matematica in Scienze Statistiche, quelle di Storia in Assemblea di Classe o, nel migliore dei casi, Storia del Terremoto, quelle di Fisica e Chimica in Applicazione Fisica o Chimica, quelle di Italiano e Latino in Toponomastica e quelle d'Arte in Arte e Musica, può voler dire solo due cose. O sono degli imbecilli terrificanti e non hanno la minima idea di cosa significhi un'Autogestione, oppure hanno di proposito organizato qualcosa di tanto inutile. Perché avrebbero dovuto farlo?

Per farvi lamentare, ragazzi, sveglia! Cos'è venuto a chiedervi Loria ieri? Se eravate contenti o no di quest'Autogestione, giusto? E vi ha detto che se la maggioranza avesse votato No si sarebbero attuate altre forme di protesta, giusto? Sorvolando sul fatto che nella mia classe, che proprio perché ignara ha votato No, non ha fatto quest'ultima precisazione, voi non vi sentite leggermente presi per il culo, ora che sapete? Non vi rendete conto che siamo l'unica scuola talmente idiota da occupare DURANTE UN'AUTOGESTIONE? Non vi accorgete che fin dall'inizio era questa la loro volontà e che voi siete solo serviti a concretizzarla?

Credetemi o no, non m'importa. Ho già smesso di sperare che ci siano orecchie capaci di ascoltarmi in questa scuola. L'importante, però, è che qualcosa rimanga. A memoria di un'occasione sprecata per dimostrare la nostra maturità. In modo che magari, se in un futuro si spera non troppo lontano, se all'Archimede i cervelli atrofizzati torneranno a lanciare e ricevere impulsi elettrici, ci si renderà conto di quello che è successo. Lo ripeto, c'è chi mi darà del pazzo, ad ulteriore dimostrazione del fatto che ciò che ho detto, in quanto vero, fa paura. E se non dovessero farlo tanto meglio, ammetterebbero solo che ho ragione. Che l'ho sempre avuta.

Oggi muore un sogno.
Una speranza.
Un futuro.
Ciao.


PietroLaRosa alle 11:13 in:
commenti: commenti (79)(popup) | commenti (79)
<BGSOUND SRC="http://lunaedge.altervista.org/overture.wma" AUTOSTART="TRUE" LOOP="FALSE" CONTROLLER="FALSE" WIDTH="180" HEIGHT="20" ALIGN="CENTER" PLAYCOUNT="1">