Il 29 preparammo lo striscione e raccolsi soldi dai miei compagni e dai professori per comprare il
mio megafono. Non volevano accompagnare gli studenti in piazza anche se volevano? Bene, ci avrei pensato io. Non ho calcolato soltanto che la coerenza, da noi, è un dono quantomai raro. 30 Ottobre, megafono nello zaino, parto da casa per ritrovarmi i rappresentanti ed i loro amici (tra cui perfino Aricò, ex rappresentante anche lui, non ricandidato, giusto perché da noi basta essere conosciuti e conti lo stesso) con i megafoni.
Cos'era successo? Semplice, preso in considerazione che la maggior parte degli studenti aveva voglia di
lottare per il proprio futuro i rappresentanti, per non perdere la loro autorità, oltre che la faccia, si sono visti
costretti a guidare il corteo. Magari loro volevano anche manifestare, ok, ma di sicuro non si aspettavano una mobilitazione simile. Per la prima volta in quattro anni l'Archimede c'era, compatto e deciso.
Romeo, quella mattina, mi fece addirittura i complimenti, non pensava si riuscisse a far tanto.
La
storia non ufficiale parla di una mattinata esaltante di urla, canti, balli e musica, di persone che si sono viste finalmente partecipi di qualcosa di immenso, colorato, gioioso,
vivo, e di rappresentanti che avrebbero dovuto capire una lezione importante. Non sono
loro a decidere per noi, siamo
noi a decidere, e loro sono solo strumenti. La
storia ufficiale parla di un Loria che nega la volontà di Parisi e compagnia bella di non voler mobilitare la scuola, di un movimento mobilitato dalla rappresentanza unita, di una vittoria loro, di una sconfitta mia, di un megafono che non andava comprato, di un mio mettersi al centro dell'attenzione,
insistendo sul fatto che io remassi contro quando l'unica cosa che avevo fatto era
sensibilizzare più persone possibili e far capire loro che stavolta c'era in gioco qualcosa di estremamente importante. La storia ufficiale parla anche di studenti che credettero a lui. Rimane comunque un dato di fatto: alla manifestazione del 7, alla quale non ho partecipato e per la quale non ho fatto opera di diffusione, la
partecipazione è stata
MOLTO ridotta.
Il sabato della famosa riunione, dopo la gran discussione con Parisi e gli altri, incontrai per strada Loria, che allora ritenevo ancora persona vagamente ragionevole. Dopo una breve discussione sulla furiosa lite di poche ore prima mi fece una rivelazione: il candidato proposto dai Rappresentanti d'Istituto per il Comitato Studentesco. Si trattava (e si tratta, ammesso che il Comitato venga riunito) di
Monaco, candidato non eletto alla Consulta. Il solito
riciclaggio. Tempo prima avevo anch'io espresso la mia volontà d'essere eletto Presidente del Comitato, ma avevo rinunciato una volta eletti i Rappresentanti. Non avevo la minima voglia di spartire qualcosa con simili individui.
Non mi sfuggì però il fatto che i Rappresentanti, in seno al Comitato,
non hanno alcun potere decisionale. Perché candidare dunque qualcuno a loro vicino? E perché tenere nascosto ai più che il Comitato si sarebbe riunito il 10 Novembre, di pomeriggio? Perché, una volta diffusa la notizia, la stessa convocazione è stata
revocata? Erano dubbi sui quali cercavo di far chiarezza insieme a qualche altro rappresentante proprio quando, secondo un copione già visto,
Loria apparve. Mi accusò di
plagiare gli altri rappresentanti, implicando che loro non avessero una loro testa con la quale ragionare, ribadì che ho evidenti
manie di protagonismo, che se volevo essere eletto bastava candidarsi (già parecchi altri rappresentanti me l'avevano chiesto, dicendosi pronti a votarmi nonostante il mio rifiuto), ignorando la mia volontà, espressa poco prima, di non volerlo assolutamente fare, mi disse anche che se li avessi voluti aiutare sarebbe bastato chiederglielo, come se me lo concedesse generosamente. Pochi minuti dopo comunque, la riunione del Comitato venne, come ho già detto,
revocata.
Ancora non capivo il perché di tutto quest'ostilità nei miei confronti. Come ha detto Loria, gli aiuti sono sempre ben accetti, e io altro che aiutarli non ho fatto. Ammesso che usare il cervello per ragionare non sia vietato, ovviamente. Poi, all'improvviso, un'autoconvocata per decidere come mobilitarci. Già qui sentii puzza di guai. Era prevista una raccolta firme. Autogestione o Occupazione? Lì capii. Capii tutto. Capii che dietro la facciata di serietà mostrata in pubblico la volontà era solo una:
occupare. Ed io, antioccupazionista della prima ora, profondamente contrario da una vita, non li stavo affatto aiutando parlando con gli altri rappresentanti. Eh no, c'era il rischio che la mia linea di pensiero facesse proseliti, rovinando un piano che da chissà quanto era già pronto. Un
copione da recitare, un'assurda buffonata della quale tutti siamo stati attori fino all'ultimo minuto.
A sorpresa
vinse l'Autogestione, ma il mio giubilo durò ben poco. Era evidente che anche questa eventualità era prevista. Prepararono una piattaforma approssimativa, senza neanche avere un programma serio alle spalle, e la portarono nell'Ufficio di Presidenza quello stesso giorno, convinti che sarebbe stata rifiutata, cos che avrebbe immediatamente
innescato l'Occupazione. Eppure accadde qualcosa di sorprendente. Gatto accettò.
Allora i Rappresentanti
fecero nottata, come ha deto Loria pochi giorni fa, per organizzare un programma per tutte le classi. Beh, se han fatto nottata per trasformare le ore di lingue in
Applicazione Lingue, quelle di Ed. Fisica in
Sport, quelle di Matematica in
Scienze Statistiche, quelle di Storia in
Assemblea di Classe o, nel migliore dei casi,
Storia del Terremoto, quelle di Fisica e Chimica in
Applicazione Fisica o
Chimica, quelle di Italiano e Latino in
Toponomastica e quelle d'Arte in
Arte e Musica, può voler dire solo due cose. O sono degli imbecilli terrificanti e non hanno la minima idea di cosa significhi un'Autogestione, oppure hanno
di proposito organizato qualcosa di tanto inutile. Perché avrebbero dovuto farlo?
Per farvi lamentare, ragazzi, sveglia! Cos'è venuto a chiedervi Loria ieri? Se eravate contenti o no di quest'Autogestione, giusto? E vi ha detto che se la maggioranza avesse votato No si sarebbero attuate
altre forme di protesta, giusto? Sorvolando sul fatto che nella mia classe, che proprio perché ignara ha votato No, non ha fatto quest'ultima precisazione, voi non vi sentite leggermente presi per il culo, ora che sapete? Non vi rendete conto che siamo l'unica scuola talmente idiota da occupare
DURANTE UN'AUTOGESTIONE? Non vi accorgete che fin dall'inizio era questa la loro volontà e che voi siete solo serviti a concretizzarla?
Credetemi o no, non m'importa. Ho già smesso di sperare che ci siano orecchie capaci di ascoltarmi in questa scuola. L'importante, però, è che qualcosa rimanga. A memoria di un'occasione sprecata per dimostrare la nostra maturità. In modo che magari, se in un futuro si spera non troppo lontano, se all'Archimede i cervelli atrofizzati torneranno a lanciare e ricevere impulsi elettrici, ci si renderà conto di quello che è successo. Lo ripeto, c'è chi mi darà del pazzo, ad ulteriore dimostrazione del fatto che ciò che ho detto, in quanto vero, fa paura. E se non dovessero farlo tanto meglio, ammetterebbero solo che ho ragione. Che l'ho sempre avuta.
Oggi muore un sogno.
Una speranza.
Un futuro.
Ciao.